Skip to main content
eScholarship
Open Access Publications from the University of California

La trilogia del naufragio di Lina Prosa (2003-2013) : un teatro tra due frontiere

  • Author(s): D'Antonio, Francesco
  • et al.
Creative Commons 'BY-NC' version 4.0 license
Abstract

Sin dalla fine del XX° secolo l’Italia ha visto arrivare sulle proprie coste centinaia di migliaia di migranti che, rischiando la propria vita, attraversano con mezzi di fortuna il Mediterraneo, frontiera sommersa tra l’Africa e l’Europa, con la speranza di costruire una vita migliore. Molti di questi uomini e di queste donne perdono la vita durante la traversata, altri riescono a raggiungere le spiagge siciliane sotto lo sguardo sorpreso dei turisti italiani e stranieri.

In Italia, questi uomini e queste donne sono accolti dalle autorità italiane che li inviano in campi di transito lontani dalle zone urbane. Spesso si ritrovano nel nord della penisola, isolati in valli alpine in attesa che venga esaminata  la loro domanda di asilo. In questi campi sono confrontati a due nuovi ostacoli il più delle volte insormontabili : le Alpi e la neve, esattamente come gli emigranti italiani in Il cammino della speranza di Pietro Germi che nel dopoguerra cercavano di raggiungere la Francia.

Il teatro di Lina Prosa drammaturga e regista siciliana (Premio della critica teatrale italiana 2015) fa di questa condizione migratoria contemporanea e della questione della frontiera il fulcro della propria scrittura drammatica. Con La Trilogia del naufragio (2003-2012) entrata nel repertorio della Comédie française dal 2011, rappresentata al Piccolo teatro di Milano nel 2016, Lina Prosa dà voce a Shauba e a suo fratello Mohamed confrontati al dramma ed alla violenza della migrazione. Lampedusa beach, Lampedusa snow et Lampedusa way fanno entrare gli spettatori all’interno di questa tragedia umana contemporanea attraverso il punto di vista dei protagonisti della Trilogia facendo condividere lo sguardo critico con cui osservano la nostra civiltà occidentale, cittadella chiusa nelle proprie frontiere.

Il nostro studio si propone di analizzare la rappresentazione e il senso della nozione di frontiera nella Trilogia del naufragio. Ci interrogheremo sui mezzi linguistici che rendono concreta la presenza della frontiera nel teatro di questa autrice siciliana e su alcune soluzioni sceniche adottate per renderla visibile.

 

Main Content
Current View