Contro gli oggetti: attorno a un igloo di Mario Merz nel 1968
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Contro gli oggetti: attorno a un igloo di Mario Merz nel 1968

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Abstract

Realizzato all’indomani della contestazione francese del maggio 1968, l’Igloo di Mario Merz, intitolato Objet cache-toi, era una peculiare combinazione tra il linguaggio della protesta—il titolo derivava da un graffito apparso in quel periodo sui muri della Sorbona—e la dematerializzazione dell’arte post-minimalista. L’articolo prova a comprendere le strategie di opposizione alla civiltà dei consumi e al feticismo delle merci messe in atto dall’Arte Povera e da Merz in parallelo al movimento del Sessantotto, ponendole a paragone con una particolare tipologia del modernismo artistico in Italia e le interpretazioni storiografiche degli slogan sessantotteschi. 

Created in the aftermath of the French protests of May 1968, Mario Merz's Igloo, titled Objet cache-toi, was an unusual blend of protest language—the title was inspired by graffiti that appeared on the walls of the Sorbonne at that time—and the dematerialization of post-minimalist art. This article compares Arte Povera and Merz's strategies of opposing consumerism and commodity fetishism with a specific strand of Italian artistic modernism and the historiographical interpretations of the 1968 slogans.