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Open Access Publications from the University of California

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A Journal of Italian Studies Edited by the Graduate Students of the Department of Italian at UCLA

Il sangue non è acqua? The Significance of Familial Bonds in Italian Culture & Society

Issue cover

Family relationships are consistently represented and problematized in Italian literature, theater, art, music, television and cinema, whether those relationships are between husband and wife, mother and daughter, father and son, siblings, or any combination of the above. Italy also has an outstanding tradition of historians, anthropologists, and sociologists who have tracked the role of the Italian family through the centuries, describing and analyzing its idiosyncrasies, mutations, and connections with specific geographical, political, and religious contexts as well as criminal behavior and phenomena such as “amoral familism.”

This issue seeks to explore the ways in which “the family” and all the relationships this term encompasses have shaped and continue to shape Italian culture and society. Our authors examine new and alternative understandings of kinship that may disrupt, dismantle, or even challenge perceptions of what constitutes la famiglia italiana.

Front Matter

Table of contents

Articles

Angela da Foligno: The Path to Spiritual Authority and the Severing of Family Bonds

This study examines language related to family and familicide within The Book of Divine Consolation of the Blessed Angela of Foligno, a text attributed to a thirteenth-century Italian mystic who claimed intimate and direct knowledge of the divine, Angela da Foligno (1248-1309). Foligno's repudiation of her earthly family allowed her to assert her kinship among Christ, God, and the Eternal Word, positioning herself as a spiritual authority and aspiring to sainthood. Modern critics diverge in their assessment of Angela's visions; some read her mystic speech as empowering, while others call attention to the contradictions and inconsistencies that undermine her position as a spiritual authority. Simone de Beauvoir is the most prominent modern intellectual who critiques the life of Angela da Foligno, arguing that she engaged in mysticism in bad faith and that her writings amount to no more than a narcissistic exaltation of her own person. An examination of Angela's rhetorical strategies and her language related to family throughout The Book of Divine Consolation reveals that her mysticism, whether divinely inspired or the false product of her own ambition, was always engaged with the radical upending of traditional familial hierarchies that limit the status of women in the public sphere.

Questa ricerca analizza il linguaggio relativo alla famiglia e al parricidio nel Liber della divina consolazione della beata Angela da Foligno, un testo attribuito ad una mistica vissuta nel tredicesimo secolo che rivendicava una conoscenza intima e diretta del divino, Angela da Foligno (1248-1309). Il ripudio della sua famiglia terrestre le permise di affermare la sua parentela con Cristo, Dio, e lo Spirito Santo, posizionandosi come una autorità spirituale ed aspirando alla santità. I critici moderni divergono nelle loro analisi per quanto riguarda le sue visioni; alcuni dicono che il suo misticismo è produttivo mentre altri attirano l'attenzione sulle contraddizioni e sulle incongruenze che minano la sua posizione come autorità spirituale. Simone de Beauvoir è l'intellettuale moderna più illustre a criticare la vita di Angela da Foligno, sostenendo che ella si impegnava con il misticismo in malafede e che i suoi scritti ammontano a non più di una esaltazione narcisistica della sua personalità. Una ricerca sulle sue strategie retoriche e sul suo linguaggio relativo alla famiglia attraverso il Liber rivela che il suo misticismo, che sia divinamente inspirato o il falso prodotto delle sue ambizioni, determinava lo sconvolgimento radicale della gerarchia della famiglia tradizionale minando lo status della donna nella sfera pubblica.

Love and Marriage: Emotion and Sexuality in the Early Medici Family

This paper explores the roles of sexuality and gender in conflicts within fifteenth-century Florentine families by analyzing the dispute between Clarice Orsini (the wife of Lorenzo de’ Medici) and Angelo Poliziano in 1479. Historians have generally framed this incident as the inevitable result of irreconcilable differences between a stubborn humanist tutor and a devoutly Catholic mother, but this neglects the unspoken assumptions that Clarice, Poliziano, and their contemporaries would have had about the erotic politics of the situation. This brief episode of Medicean history provides a fascinating case study for the ways in which homosocial relationships could disrupt family life. By analyzing letters and poetry, this paper utilizes the methodologies of emotions history and queer history to problematize current understandings of Renaissance Florentine families and reframe a well-known narrative in Laurentian history.

Questo articolo esplora il ruolo che la sessualità e il genere potevano svolgere nei conflitti famigliari della Firenze del Quattrocento prendendo in esame la disputa scoppiata fra Clarice Orsini (moglie di Lorenzo de’ Medici) e Angelo Poliziano nel 1479. Gli storici hanno solitamente interpretato questo incidente come l’inevitabile risultato di inconciliabili differenze fra un testardo precettore umanista e una devota madre cattolica, ma questa prospettiva trascura le inespresse implicazioni erotiche che la situazione comportava per Clarice, Poliziano e i loro contemporanei. Questo breve episodio della storia Medicea costituisce un esempio affascinante dei modi in cui le relazioni omosociali potevano mettere in crisi la vita familiare. Analizzando lettere e poesie, questo articolo utilizza le metodologie della storia delle emozioni e della storia queer per problematizzare la rappresentazione della famiglia del Quattrocento e rivisitare un importante aspetto della predominante narrativa Laurenziana.

La genealogia della madre: Maria Drago e la "lingua della mamma"

In this article the Italian national unification process will be investigated from a gendered perspective, by analyzing the historical development of the mother figure. In particular, one mother will be analyzed: Maria Drago (1774-1852), the mother of Giuseppe Mazzini (1805-1872). While he was in exile, they kept a correspondence (1834-1839), published in 1919, which will be scrutinized to find out what Drago’s role was in the political and philosophical project of her son, both on a practical, intellectual and symbolical level. It will be shown that Maria Drago, on several levels, emerged as the prototype of the ideal Italian mother, both in her era and beyond, and that by means of her relation with her son, and employing the Italian language, she was able to interrupt the political life, while educating and developing herself intellectually. In order to contextualize their letters, the emergence of the “Italian mother” in the period of the Risorgimento will be considered from a historical and theoretical perspective. Particular attention will be given to the linguistic element, as language seemed central in the distinction between the private and the public sphere, and as the gendered aspect of the questione della lingua has often been overlooked. In addition, the clandestine character of their correspondence will be highlighted, and it will be argued that gender was crucial in the attempt of Drago and Mazzini to evade the censorship of the authorities.

In questo articolo si indaga il processo costitutivo dello Stato-nazione italiano dal punto di vista del genere, in particolare si analizza la figura materna di Maria Drago (1774-1852) e il suo impatto sulla formazione intellettuale e attività politica del figlio Giuseppe Mazzini (1805-1872). Studiando la corrispondenza tra la madre e il figlio in esilio (1834-1839), pubblicata nel 1919, si presenta Maria Drago come prototipo dell’ideale risorgimentale di maternità. Si osserva come, attraverso il rapporto con il figlio, Drago riuscì ad irrompere nella vita pubblica e ad avere un ruolo politico, ottenendo inoltre la possibilità di istruirsi e di crescere intellettualmente. Si enfatizza l’elemento linguistico del progetto di unificazione nazionale e in particolare il ruolo educativo delle madri, promotrici di una “lingua madre” e garanti di una comunità culturalmente omogenea (Kulturnation). In più, sottolineando il carattere clandestino della corrispondenza tra Maria Drago e il figlio, si argomenta che l’identità di genere fu cruciale nel tentativo di evadere la censura delle autorità, tanto nella sfera privata (contro l’autorità famigliare del padre/marito), quanto nella sfera pubblica (sfidando l’autorità della polizia di Stato).

Aspettarsi meraviglie dalla propria piccola Trebisonda: Il ruolo della famiglia nella pratica sportiva femminile del Ventennio

In questa ricerca verrà indagato, attraverso l'analisi delle fonti giornalistiche e di quelle memoralistiche, il ruolo positivo o al contrario negativo della famiglia italiana rispetto all'accesso alla pratica sportiva durante il Ventennio fascista. Di fronte all'inedita promozione di una pratica profondamente estranea alla tradizione nazionale, molte famiglie reagirono tentando di impedire alla proprie figlie; altre, invece, concessero di buon grado tale libertà alle ragazze, le quali seppero ritagliarsi dei piccoli spazi di libertà e di crescita non solo personale, ma - quel che più conta - comunitaria, extra-famigliare.

Il gioco dei regni: diaspora affettiva e diaspora politica nella famiglia Sereni

Il Gioco dei regni è un eccellente esempio di cronaca famigliare trasposta nel romanzo contemporaneo. Scritto da Clara Sereni nel 1993 – e ripubblicato con nuove prefazioni nel 2007 e nel 2017 – il testo è una saga di famiglia organizzata in diversi capitoli dedicati al padre e alla madre dell’autrice, Emilio Sereni e Xenia Silberberg, e basati su un materiale documentario ampio e originale ricavato da memorie, lettere, diari e ricerche in archivio. Il romanzo sulla famiglia dell’autrice risulta essere un’opera ibrida e contaminata la cui molteplicità di contenuti come osserva Asor Rosa, «non inficia l'unità narrativa dell'insieme, che è straordinaria», ma serve piuttosto a «dare spazio onestamente anche alla pluralità delle voci e degli accenti». I diversi fulcri narrativi si snodano e vengono sviluppati attraverso dinamiche e dicotomie tra avvenimenti privati e pubblica vita politica, e sono tra i più significativi per il secolo breve ed emblematici per la famiglia Sereni: l’identità familiare ebraica - radicata ma anche negata - le contrastanti appartenenze politiche e ideologiche – in particolare l’opposizione tra comunismo e sionismo per i fratelli Emilio ed Enzo, il cambiamento generazionale che trasforma i rapporti tra genitori e figli. Il Gioco dei regni è il testo sul ritrovamento della memoria personale che diventa anche memoria collettiva. Per Clara Sereni narrare la memoria significa ricostruire i vari pezzi della sua «vita a mosaico» e «costruita a tessere mal tagliate» per riappacificarsi con un sé contrastante e meglio ridefinire un’identità di donna e scrittrice più consapevole e completa.

 

Il gioco dei regni is an excellent example of family chronicle transposed into the contemporary novel. Written by Clara Sereni in 1993 - and republished with new prefaces in 2007 and 2017 - the text is a family saga organized into several chapters dedicated to the father and mother of the author, Emilio Sereni and Xenia Silberberg, and based on extensive and original documentary material derived from memories, letters, diaries and archival research. The novel about the author's family turns out to be a hybrid and contaminated work whose multiplicity of contents, as Asor Rosa observes, "does not affect the narrative unity of the whole, which is extraordinary", but rather serves to "give honest space also to the plurality of voices and accents". The different narrative units are developed through dynamics and dichotomies between private events and public political life, that are most significant for the short century and emblematic for the Sereni family: the Jewish family identity - rooted but also denied - the contrasting political and ideological affiliations - in particular the opposition between communism and Zionism for the brothers Emilio and Enzo, the generational change that transforms the relationship between parents and children. This essay on Il gioco dei regni aims at underlining the importance of finding one’s personal memory which also becomes collective memory. For Clara Sereni, narrating memory means reconstructing the various pieces of her "mosaic life" "built with badly cut tiles "in order to make peace with a contrasting self and better redefine a more conscious and complete identity of both woman and writer.

 

The Female Life Secret? Mother, Daughter, and New Family Paradigms in Michela Murgia's Accabadora

In Accabadora (The Last Mother, 2009) Michela Murgia explores the maternal role to its extreme limits intertwining mythical archetypes and new family paradigms. The novel hinges on a female character who combines the acts of life-giving and death-bearing as two equally acceptable and accepted maternal functions. The accabadora is the “last mother”, that is, the woman who carries out the social function of hastening death for the terminally ill. Simultaneously, the same character is also a loving, benevolent mother of an adopted daughter. The presence of an adoptive mother-child relationship serves to shed light on the importance of social, non-biological aspects of motherhood. In Accabadora Murgia explores the notion of temporary parenthood as an essential experience for every human being, and places great emphasis on motherhood as a relational practice rather than a biological function. Through the combination of a wide variety of mother-daughter relationships, the novel suggests different ways of renegotiating the maternal bond. This unusual combination of motherhood and death is framed in a mother-daughter plot which is quite unconventional for many reasons. Among others, the daughter commits matricide. Both the death-bringing mother and the matricidal daughter elicit parallels with archetypal realities and mythological sources. Drawing from ancient Greek myth, psychoanalysis, feminists' thought and literary theory I discuss the implications of combining the opposite functions of life-giving and death-bearing into the maternal role. I also analyse how this complexity affects the mother-daughter relationship in its literary representation.

 

In Accabadora (2009) Michela Murgia esplora il ruolo materno fino ai suoi limiti più estremi, intrecciando archetipi mitologici e nuovi modelli di famiglia. Il fulcro del romanzo è una figura femminile in cui l’atto di dare la vita e quello di dare la morte si intrecciano come due funzioni materne ugualmente importanti. L’ accabadora è l’ultima madre, ovvero, la donna che svolge la funzione sociale di facilitare la morte per i malati terminali. Allo stesso tempo, questa donna è anche un’amorevole madre di una figlia adottiva. La presenza di una relazione madre-figlia basata sull’adozione serve a mettere in luce l’importanza degli aspetti sociali e non biologici della maternità. In Accabadora Murgia propone l’idea di genitorialità temporanea come un’esperienza essenziale per ogni essere umano, ed enfatizza il fatto che la maternità non è solo una funzione biologica bensì una pratica relazionale. Presentandoci una vasta gamma di relazioni madre-figlia, il romanzo suggerisce diverse modalità per rinegoziare il rapporto con il materno. Questa insolita combinazione di maternità e morte è sottolineata da un intreccio che si presenta come non convenzionale in diverse occasioni, una su tutte, la figlia commette un atto matricida. Sia la madre che dà la morte, sia la figlia matricida evocano realtà archetipe e fonti mitologiche. Combinando elementi di mitologia, psicoanalisi e pensiero femminista, questo articolo discute cosa succede quando il ruolo materno intreccia indissolubilmente le funzioni opposte di dare la vita e toglierla. Inoltre, analizza come questo intreccio si riflette sul rapporto madre-figlia e sulle sue rappresentazioni letterarie.

Staging a Word: Overcoming and Recovering Familial Bonds in Elena Ferrante’s Neapolitan Novels

The saga of Elena Ferrante, the so called Neapolitan novels, opens with an index that contains the list of the main families of the trilogy. Thus, it immediately presents itself as a familial saga set in one of Naples’s poorest neighbourhoods, where violence infects any corner of familial and social life. On the one hand, such an environment constrains and victimises individuals, and does not allow the creation of healthy familial bonds. On the other hand, Ferrante’s patriarchal family works as a tool for the perpetration of violence according to a mechanism which innovatively intertwines social and genetic influence. In other words, characters seem to genetically inherit their own destiny, which is indelibly marked by violence. Despite the apparent inescapability of such an inheritance, Ferrante appeals to genetic, psychoanalytical and feminist theories and ingeniously combines them in order to create a path towards the resolution of transgenerational violence.

La quadrilogia de L’amica geniale di Elena Ferrante si apre con un indice che contiene la lista delle famiglie principali del romanzo. Per cui, quest’ultimo si presenta immediatamente come una saga familiare ambientata in uno dei rioni più poveri di Napoli, dove la violenza infesta ogni angolo della vita familiare e sociale. Da una parte, tale ambiente vittimizza l’individuo e compromette i legami familiari. Dall’altra, attraverso un meccanismo che combina in maniera innovativa fattori genetici e sociali, Ferrante dipinge la famiglia stessa come uno strumento di perpetrazione della violenza. In altre parole, i personaggi sembrano ereditare geneticamente il loro violento e triste destino. Nonostante in un primo momento l’ereditarietà appaia ineluttabile, Ferrante intreccia magistralmente teorie genetiche, psicoanalitiche e femministe per delineare un percorso verso la risoluzione di tale violenza transgenerazionale.

 

Book Reviews

Shira Klein, Italy's Jews from Emancipation to Fascism

Shira Klein, Italy’s Jews from Emancipation to Fascism (Cambridge: Cambridge University Press, 2018), 369 pp.

Jomarie Alano, A Life of Resistance: Ada Prospero Marchesini Gobetti (1902–1968)

Jomarie Alano, A Life of Resistance: Ada Prospero Marchesini Gobetti (1902–1968) (Rochester, NY: University of Rochester Press, 2016), 279 pp.

California Interdisciplinary Consortium of Italian Studies (Stanford University, March 8–9, 2019)

California Interdisciplinary Consortium of Italian Studies (Stanford University, March 8–9, 2019)

Biographical Notes

Biographical Notes

Biographical Notes

Ph.D. Dissertations in Italian Studies

List of Recent Dissertations in Italian Studies from UCLA (2006–2019)

List of Recent Dissertations in Italian Studies from UCLA (2006–2019)