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eScholarship
Open Access Publications from the University of California

Ruolo dell’intellettuale e 'guerra di posizione:' da Gramsci a Carlo Giuliani, ragazzo

Abstract

Questo saggio intende riaffermare l’importanza del concetto di “guerra di posizione” per gli studi culturali, e in particolare per l'analisi del documentario contemporaneo, e pertanto ripercorre la genesi del concetto, articolato per la prima volta da Antonio Gramsci nei suoi "Quaderni del carcere", e ne segue lo sviluppo, sia in relazione ad altri elementi chiave del pensiero di Gramsci, sia all’interno degli studi culturali, attraverso l’analisi di alcuni interventi di Stuart Hall.

La guerra di posizione è, per Hall, la metafora politico-militare che Gramsci usa per descrivere la transizione verso uno stato che non ha più soltanto funzione coercitiva, ma esercita una leadership morale ed educativa sui suoi cittadini e quindi non può più essere considerato un’entità fisica da abbattere con un veloce colpo militare, ma deve essere affrontato dispiegando strategie complesse che minino tutti i centri da cui s’irradia la sua egemonia.

Il concetto di guerra di posizione viene poi applicato all’analisi del documentario di Francesca Comencini "Carlo Giuliani, ragazzo", per affermare che l’efficacia di un intervento culturale nella società contemporanea, almeno nei paesi occidentali ad economia capitalista avanzata, può essere misurata in modo proficuo in base al suo apporto alla definizione dell’egemonia, non solo in termini politici, ma in tutti i campi in cui essa si manifesta. Il concetto di guerra di posizione aiuta ad affrontare questo compito perché permette di analizzare i rapporti di potere all’interno delle società da una prospettiva insieme più larga e più profonda e a riconoscere che il potere egemonico non è semplicemente la conseguenza di una determinata situazione economica, o di una struttura, ma è un complesso di relazioni che coinvolge la società nel profondo.

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