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eScholarship
Open Access Publications from the University of California

L'espressione della dicotomia tra artista e società nella Smania dello scandolo di Elsa Morante

  • Author(s): Ardeni, Viola
  • et al.
Abstract

Questo articolo è dedicato a un’analisi delle undici poesie raccolte sotto il titolo La smania dello scandalo, scritte da Elsa Morante e pubblicate nel 1968 all’interno del Mondo salvato dai ragazzini. Inizialmente, proporremo una breve esposizione della situazione storica degli anni Sessanta, per capire quali siano i principali eventi storici e culturali che possono avere condizionato la Morante nel momento della composizione del Mondo. In tal modo, si potranno contestualizzare le poesie e rendere più esplicita la poetica in esse espressa. Infatti, è importante ricordare che Elsa Morante rimane sempre in stretto contatto con la società e ne subisce l’influenza, nonostante questa scrittrice sia un’intellettuale isolata dalle maggiori correnti letterarie del suo tempo e si tenga lontana anche dal mondo politico. Nella seconda parte dell’articolo, presenteremo una dettagliata analisi compositiva e tematica delle poesia della Smania dello scandalo, con lo scopo di mostrare quale sia il pensiero morantiano relativamente alla società degli anni Sessanta e al ruolo delle giovani generazioni in essa. Infine, chiariremo quale sia l’opinione morantiana rispetto alla funzione e ruolo del poeta della società, in quanto la dicotomia artista-società è una delle polarities più persistenti nella cultura italiana, soprattutto se l’artista è donna. Abbiamo scelto di considerare solamente le undici poesie della Smania, piuttosto che tutto Il mondo, per motivi di spazio e perché i versi di queste undici liriche, in poche pagine, presentano con particolare grazia espressiva temi e immagini ricorrenti nelle restanti liriche del libro morantiano. La Morante riesce, in sostanza, a unire la programmaticità dell’espressione ideologica alla sensibilità del fare poetico.

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